FILT– CGIL, FIT -CISL e UILTRASPORTI – UIL, il 30 novembre scorso hanno formalmente aperto il tavolo per il rinnovo del i dipendenti dalle imprese della Logistica, trasporto merci e spedizione che scade il 31 marzo 2024. Nel corso dell’incontro, le organizzazioni sindacali hanno illustrato i contenuti della piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro che si applica a oltre 36mila imprese e circa 530mila lavoratori.
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L’entrata in vigore delle linee guida per i trasporti eccezionali è stata posticipata al 30 marzo 2025. E’ quanto dispone un decreto governativo pubblicato il 28 novembre scorso sulla GU che prevede l’istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, con la partecipazione delle amministrazioni interessate, degli enti proprietari delle strade e delle associazioni di categoria, avrà il compito di definire un Piano nazionale per i trasporti in condizioni di eccezionalità, che dovrà essere adottato entro il 30 ottobre 2024.
All’interno del Piano dovranno essere individuati i corridoi dedicati ai trasporti in condizioni di eccezionalità che garantiscono il collegamento tra le aree industrializzate del Paese e i principali poli logistici e industriali, le modalità di monitoraggio dei manufatti e le azioni necessarie per risolvere le criticità anche di natura infrastrutturale, nel limite delle risorse allo scopo finalizzate a legislazione vigente ovvero con oneri a carico degli utilizzatori dei predetti corridoi.
A fine ottobre le FFS hanno iniziato gli impegnativi lavori di costruzione all’interno della galleria di base del San Gottardo. Da allora, è stato rimosso il binario in corrispondenza della stazione multifunzionale di Faido. I lavori sono partiti bene, ma c’è ancora molto da fare. Le FFS sono fiduciose che gli interventi possano essere eseguiti secondo le previsioni.
Dopo aver completato gli intensi lavori di recupero e di sgombero, a fine ottobre le FFS hanno potuto iniziare gli interventi per il ripristino della canna ovest della galleria di base del San Gottardo. Nelle prime tre settimane sono stati rimossi tutti i binari nel settore dei due scambi ad alta velocità e nelle aree per il cambio di binario nei pressi della stazione multifunzionale di Faido. Inoltre, sono stati trasportati in galleria e scaricati 200 metri di campate di binario provvisorie per la posa degli scambi ad alta velocità, circa 5000 metri di nuove rotaie e circa 1500 blocchi delle traversine. Ora sono iniziati i lavori di riparazione delle banchine (le estremità laterali del binario) nei pressi della stazione multifunzionale di Faido. Ogni giorno, fino a 80 collaboratrici e collaboratori delle FFS e di aziende terze lavorano all’interno del tunnel con grande impegno e in condizioni climatiche difficili per riparare i danni. Gli interventi vengono eseguiti procedendo da nord verso sud. Nel complesso, devono essere completamente rinnovati 7 chilometri di binari e occorre sostituire le rotaie, più di 20 000 blocchi delle traversine, il portone di cambio binario, due scambi ad alta velocità e numerose altre componenti di impianto rilevanti per la sicurezza e l’esercizio.
Fonte: SBB CFF FFS
La Confetra ha incontrato, assieme alle altre maggiori organizzazioni del mondo imprenditoriale, la Presidente del Consiglio Meloni coadiuvata da diversi Ministri tra cui quelli dell’Economia e delle Finanze Giorgetti, delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini, delle Imprese e del Made in Italy Urso, della Pubblica Amministrazione Zangrillo e degli Affari europei e PNRR Fitto. Da parte del Governo è stato sottolineato come la delega fiscale, il decreto anticipi, la legge di bilancio e la revisione del PNRR costituiscano quattro tasselli che si completano e si integrano a vicenda. In particolare per quanto concerne la manovra di bilancio i possibili correttivi riguarderanno solo aspetti di carattere finanziario non essendoci risorse per modifiche di altra natura. Nel corso dell’incontro la Confetra, rappresentata dal Direttore generale Mele, ha illustrato le proposte emendative già presentate nei giorni scorsi alla Commissione Bilancio del Senato che riguardano alcuni temi cruciali per il settore della logistica, del trasporto e della spedizione, tra cui: l’esclusione dalle competenze regolatorie dell’ART e dal relativo contributo in aggiunta al settore dell’autotrasporto anche delle altre attività principali, accessorie e connesse del trasporto, della movimentazione logistica e delle spedizioni delle merci; la defiscalizzazione degli aumenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale; l’aggiornamento delle disposizioni del codice civile in materia di attività di spedizione merci; le misure di incentivazione per il trasporto ferroviario merci e per l’intermodalità. Da parte della Confetra è stata altresì sottolineata la necessità di stabilizzare il quadro fiscale e contributivo anche al fine di facilitare i rinnovi dei CCNL ed è stata espressa preoccupazione per i possibili rischi derivanti dalla soppressione dell’ACE senza una agevolazione fiscale alternativa che favorisca la patrimonializzazione delle imprese.
Fonte: CONFETRA
La mobilità elettrica continua a farsi strada nel mondo della logistica con soluzioni e servizi sempre più avanzati per una gestione ottimale del lavoro che limita l’impatto ambientale e punta sulla decarbonizzazione dei trasporti. La virtuosa collaborazione tra MENNEKES e BRT ne è un esempio concreto: con l’installazione di oltre 500 stazioni di ricarica AMTRON® e AMEDIO® Professional, la flotta di cui si avvale BRT può viaggiare in elettrico per le consegne dell’ultimo miglio, nei centri cittadini e in tutti quei contesti, sempre più numerosi, in cui i mezzi elettrici sono la soluzione. Immissioni di sostanze nocive ed inquinamento acustico sono così messi al bando grazie ad un modello di mobilità sostenibile realizzato con tecnologie all’avanguardia, una progettazione dedicata ed installazioni ad opera di partner certificati MENNEKES.
Così Roberto Pregno, Research and Development Director di BRT, dichiara: “Attraverso la nostra politica di sostenibilità, abbiamo l’ambizione di diventare il riferimento per il settore, affermando la nostra leadership nel trasporto sostenibile. Il processo di elettrificazione della flotta di primo ed ultimo miglio è una delle azioni più determinanti per raggiungere il nostro obbiettivo di “Zero Emissioni” entro il 2040 (10 anni prima dell’accordo di Parigi) ed il successo dell’intero progetto è strettamente connesso alla pianificazione dell’infrastruttura di ricarica. Per questo motivo abbiamo scelto come partner Mennekes che ci supporta per la ricarica degli oltre 800 veicoli di cui ci avvaliamo per le consegne, un dato che continua a crescere ogni giorno.”
La scelta sostenibile di BRT rientra in un ampio progetto di green strategy che riguarda le oltre 200 filiali presenti in Italia. In ogni sede, sono state previste delle infrastrutture di ricarica multipunto, di facile utilizzo per il personale e progettate per durare in ambiente esterno per lunghi periodi. La gestione intelligente del carico garantisce la ricarica di tutti i mezzi collegati, anche contemporaneamente, ottimizzando la distribuzione della potenza disponibile in loco fra tutte le utenze collegate. In questo modo, i mezzi sono sempre carichi e pronti per adempiere al lavoro di consegne quotidiano.
Il monitoraggio dell’infrastruttura di ricarica è garantita anche dall’utilizzo del nuovo servizio di gestione MENNEKES Cloud. Il servizio, attivabile sulla linea Professional, consente attraverso un facile pannello di controllo, sia la gestione sia il monitoraggio da remoto dell’intera infrastruttura di ricarica, con la possibilità di intervento da remoto da parte del manutentore per risolvere tempestivamente eventuali malfunzionamenti.
“L’adozione di veicoli elettrici è cresciuta in modo esponenziale, esempi come questo sono incoraggianti anche per altre aziende e accrescono l’attenzione dell’opinione pubblica verso la tematica ambientale e la fattibilità di un trasporto ad impatto zero – ha dichiarato Marco Di Carlo, Managing Director di MENNEKES Electric Italia – In questo contesto, le aziende hanno maggiori opportunità per raggiungere i propri obiettivi e MENNEKES ha evidenziato un’esperienza significativa in grado di mettere a disposizione soluzioni all’avanguardia, integrando tutti i servizi necessari per portare avanti la conversione all’elettrico delle sedi aziendali, con uno sguardo attento allo sviluppo delle flotte nel medio e lungo periodo. Qualità, specializzazione e l’esperienza di decine di migliaia di punti ricarica installati sono i nostri punti di forza.”
La collaborazione tra MENNEKES e BRT conferma una tendenza ormai acclarata: le aziende italiane sono sempre più consapevoli dell’importanza della loro progressiva elettrificazione per un impatto sostenibile, responsabile e di lungo periodo, attraverso un’infrastruttura per la mobilità elettrica di qualità realizzata per durare nel tempo.
Il 1° dicembre 2023 alle ore 10.00 scatta la corsa alla presentazione delle domande per i contributi agli investimenti (8 milioni in totale) sui veicoli ad alta sostenibilità, validi per la terza finestra di presentazione delle domande fino e non oltre le ore 16.00 del 15 gennaio 2024. Le risorse previste per questa scadenza sono pari a 8 milioni di euro. Gli investimenti ammissibili riguardano: l’acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di automezzi commerciali nuovi di fabbrica a trazione alternativa a metano CNG, ibrida (diesel/elettrico) ed elettrica (full electric), di massa complessiva pari o superiore a 3,5 tonnellate e fino a 7 tonnellate, veicoli a trazione elettrica superiori a 7 tonnellate. Il contributo è determinato in euro 4.000 per ogni veicolo CNG e a motorizzazione ibrida ed in euro 14.000 per ogni veicolo elettrico di massa complessiva pari o superiore a 3,5 tonnellate e fino a 7 tonnellate, ed in euro 24.000 per ogni veicolo elettrico superiore a 7 tonnellate, considerando la notevole differenza di costo con i veicoli ad alimentazione diesel; l’acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di automezzi commerciali nuovi di fabbrica a trazione alternativa ibrida (diesel/elettrico), a metano CNG e gas naturale liquefatto
LNG di massa complessiva a pieno carico superiore a 7 tonnellate. Il contributo è determinato in euro 9.000 per ogni veicolo a trazione alternativa ibrida (diesel/elettrico) e a metano CNG di massa complessiva fino a 16 tonnellate comprese, ed in euro 24.000 per ogni veicolo a trazione alternativa a gas naturale liquefatto LNG e CNG ed a motorizzazione ibrida(diesel/elettrico) di massa superiore a 16 tonnellate. Alle imprese che, contestualmente all’acquisizione di un veicolo ad alta sostenibilità , dimostrino anche l’avvenuta radiazione per rottamazione di veicoli di classe inferiore ad euro VI viene riconosciuto un aumento del contributo pari ad euro 1.000 per ogni veicolo ad alimentazione “diesel” radiato per rottamazione. I veicoli oggetto di radiazione per rottamazione devono, a pena di inammissibilità, essere stati detenuti in proprietà o ad altro titolo per almeno un anno antecedente all’entrata in vigore del decreto. La fase introduttiva del procedimento relativo alle domande di ammissione ai benefici, per ogni periodo di incentivazione, è articolata in due fasi distinte e successive:
a) la fase di prenotazione, finalizzata ad accantonare, ad opera del soggetto gestore, l’importo astrattamente spettante alle singole imprese richiedenti l’incentivo sulla sola base del contratto di acquisizione del bene oggetto dell’investimento da allegarsi al momento della proposizione della domanda;
b) la successiva fase di rendicontazione dell’investimento, nel corso della quale i soggetti interessati hanno l’onere di fornire analitica rendicontazione dei costi di acquisizione dei beni oggetto di investimento. L’istanza dovrà, a pena di inammissibilità, essere presentata esclusivamente tramite posta elettronica certificata dell’impresa richiedente e indirizzata a ram.investimentielevatasostenibilita@legalmail.it, unitamente alla seguente documentazione:
a) modello di istanza debitamente compilato, attraverso apposito modello informatico, in tutte le sue parti e firmato con firma digitale dal legale rappresentante o procuratore dell’impresa. Il modello informatico di tipo “pdf editabile” dovrà essere compilato e salvato senza ulteriore scansione e potrà essere reperito al sito web del soggetto gestore al seguente indirizzo: http://www.ramspa.it/contributi-gli-investimenti-elevata-sostenibilita; al suddetto indirizzo web sarà possibile reperire il modello di domanda nonché tutte le informazioni tecniche, utili per la compilazione del suddetto modello;
b) copia del documento di riconoscimento in corso di validità del legale rappresentante o procuratore dell’impresa;
c) copia del contratto di acquisizione dei beni oggetto d’investimento, comprovante quanto dichiarato nel modello di istanza, avente data successiva a quella di entrata in vigore del D.M. 18 novembre 2021 n. 461 (ovvero a far data dal 22 gennaio 2022) e debitamente sottoscritto dalle parti. Il contratto dovrà inoltre essere firmato con firma digitale dal legale rappresentante o dal procuratore dell’impresa. Ai soli fini della formazione dell’ordine di prenotazione faranno fede la data e l’ora di invio dell’istanza inoltrata tramite posta elettronica certificata (PEC). Il Soggetto gestore RAM, pubblicherà l’elenco delle domande pervenute indipendentemente dalla regolarità formale e sostanziale delle stesse che sarà verificata successivamente. Per le domande pervenute nei vari periodi di incentivazione l’elenco verrà pubblicato entro 15 giorni dal termine previsto per la presentazione delle domande. Per ogni periodo di incentivazione il link per l’accesso all’elenco delle domande pervenute, che costituirà l’ordine di priorità acquisito, verrà pubblicato sul sito web del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili nella sezione “Temi – Trasporti – Autotrasporto merci – Documentazione – Autotrasporto merci – Contributi ed incentivi per l’anno 2021 – Formazione e Investimenti” e sul sito del soggetto gestore. Tale elenco, avente mero valore di ordine di prenotazione, resta valido in attesa della verifica dei requisiti dell’impresa istante e della documentazione allegata che avverrà nelle fasi di istruttoria della rendicontazione e sino al suo aggiornamento a seguito di eventuali scorrimenti. All’interno di ogni periodo di incentivazione l’impresa ha diritto a presentare una sola domanda di accesso agli incentivi contenente tutti gli investimenti anche per più di una tipologia. È possibile annullare l’istanza precedentemente inoltrata ed, eventualmente, contestualmente, presentare, secondo le modalità di cui ai commi precedenti, una nuova domanda riportando come oggetto della PEC la dicitura “annullamento istanza” oppure “annullamento istanza e nuova presentazione”, con l’effetto di uno scorrimento nella graduatoria ad una nuova posizione in coda. Nella fase di rendicontazione tutti i soggetti che hanno presentato domanda hanno l’onere di fornire la prova del perfezionamento dell’investimento. Le imprese che hanno presentato istanza trasmettono, dalle ore 10:00 del 1° febbraio 2024efino e non oltre le ore 16:00 del 15 luglio 2024, utilizzando la piattaforma informatica, oltre alla documentazione tecnica, la prova documentale dell’integrale pagamento del prezzo del bene oggetto di investimento attraverso la produzione delle relative fatture, da cui risulti il prezzo del bene. La piattaforma informatica sarà resa nota sul sito web deII’Amministrazione, nella pagina: http://www.mit.gov.it/temi/trasporti/autotrasporto-merci/documentazione/autotrasporto-mercicontributi-ed-incentivi-per-lanno-2021-formazione-e-investimenti e sul sito della RAM all’indirizzo http://www.ramspa.it/contributi-gli-investimenti-elevata-sostenibilita. Le domande che non verranno rendicontate decadranno automaticamente liberando risorse e determinando lo scorrimento dell’elenco degli istanti.
l rapporto sulla carenza di conducenti del 2023 dell’IRU ha rilevato che oltre tre milioni di posti di lavoro per autisti di camion sono vacanti, ovvero il 7% delle posizioni totali, in 36 paesi studiati. Con l’aumento del divario tra conducenti giovani e anziani, la situazione peggiorerà notevolmente nei prossimi cinque anni senza un’azione significativa. Intervistando oltre 4.700 aziende di autotrasporto nelle Americhe, in Asia e in Europa, che rappresentano il 72% del PIL globale, l’IRU ha rilevato che la carenza di autisti di camion è aumentata a livello globale nel 2023. Due eccezioni sono state l’Europa e gli Stati Uniti, dove le carenze si sono leggermente attenuate nel 2023 a causa della minore domanda di trasporti dovuta all’inflazione e alla politica monetaria più restrittiva che limita i consumi e gli investimenti. Si prevede che la carenza peggiorerà notevolmente nei prossimi anni. Senza azioni volte ad attrarre e trattenere gli autisti, oltre 7 milioni di posti di lavoro per camionisti potrebbero rimanere vacanti entro il 2028 nei paesi esaminati, di cui 4,9 milioni in Cina (20% delle posizioni totali), 745.000 in Europa (17% delle posizioni totali) e 200.000 in Türkiye (28% delle posizioni totali). Il segretario generale dell’IRU, Umberto de Pretto , ha dichiarato: “I problemi strutturali alla base della carenza di autisti di camion continuano a incidere sui servizi di trasporto. Dato che il tasso di nuovi arrivati è significativamente inferiore rispetto a quello dei conducenti che vanno in pensione ogni anno, è necessaria un’azione urgente adesso.Ci mancano più di 3 milioni di camionisti nei paesi che abbiamo esaminato. Considerando la demografia della professione, prevediamo che potrebbe raddoppiare entro cinque anni.Le conseguenze di una tale carenza stanno già danneggiando le comunità, le catene di approvvigionamento e le economie che dipendono dalla nostra industria. “Non possiamo permettere che la carenza di autisti peggiori. Gli operatori stanno facendo la loro parte, ma i governi e le autorità devono intensificare gli sforzi per migliorare le condizioni di lavoro e l’accesso alla professione”. Nella maggior parte dei paesi esaminati, almeno il 50% degli operatori del trasporto stradale ha seri problemi ad assumere autisti qualificati. Molti inoltre non sono in grado di espandere la propria attività e stanno perdendo clienti e ricavi esistenti.
Fonte: IRU
Gli autobus urbani nuovi, i veicoli professionali, come gli autocarri per i rifiuti, gli autocarri a cassone o i camion betoniera, dovranno essere a zero emissioni in tutta Europa dal 2030. Lo chiedono gli eurodeputati nella loro posizione sui nuovi standard di emissioni per i mezzi pesanti, approvata dalla plenaria di Strasburgo. Nelle prossime settimane la delegazione dell’Europarlamento comincerà i negoziati con Consiglio Ue e Commissione europea per arrivare a un accordo su un testo definitivo. Gli obiettivi proposti consistono in una riduzione del 45% delle emissioni per il periodo 2030-2034, del 65% per il 2035-2039 e del 90% a partire dal 2040. Non è passato l’emendamento sul carbon correction factor, una sorta di “sconto” sul conteggio delle emissioni quando i produttori immettono sul mercato camion a biometano, sostenuto da Paesi come Italia e Spagna.
Fonte: ANSA
Nel corso dell’anno corrente il fatturato della ‘Contract Logistics’ in Italia crescerà ancora raggiungendo 112 miliardi di euro, anche se a un ritmo più moderato degli scorsi anni (+5,5%) e con una significativa influenza sia dell’inflazione che del costo del denaro. E’ quanto emerge dall’annuale ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics Gino Marchet del Politecnico presentata ieri ieri nel corso del convegno «Logistica: Strategia e Attrattività fa(ra)nno la differenza». Analizzando i dati 2021, ultimo anno con dati disponibili a consuntivo, la ricerca evidenzia che la terziarizzazione raggiunge il 45,3% del valore delle attività logistiche in Italia (135,4 miliardi di euro), a fronte di un valore del mercato della logistica conto terzi (cioè il fatturato diretto ai soli clienti) pari a 61,3 miliardi di euro (+20,8%).
Si conferma la mancanza di almeno 60.000 lavoratori, malattia comune al resto dell’Europa, e circa il 75% dei fornitori di servizi logistici ammette di operare in condizioni di sottodimensionamento. Resta scarsa la partecipazione femminile , pari al 20,4% dei lavoratori del settore, ma comunque migliore rispetto al resto d’Europa: il Regno Unito soffre uno shortage (carenza) di 180.000 addetti, la Germania 170.000 e la Polonia 160.000, per una cifra complessiva che supera 1,1 milioni di persone nel Continente. Continua anche la diminuzione del numero di imprese del settore (82.000 nel 2021, erano 84.500 nel 2020) con l’uscita dal mercato in particolare degli operatori più piccoli e meno strutturati. Si notano inoltre i primi segnali di accorciamento della filiera di fornitura, verso una relazione più diretta tra committente e fornitore di servizi logistici. Nel 2023 nel settore della logistica nazionale si contano poi 14 operazioni di Merger and Acquisition (le operazioni di acquisizioni e/o fusioni che hanno lo scopo di modificare l’assetto di due o più aziende), confermando il trend degli scorsi anni (15 del 2022 e 24 del 2021), con un aumento progressivo di rilevanza delle singole operazioni in termini di dimensioni delle aziende acquisite degli operatori coinvolti. Il report sottolinea anche che, dopo che negli ultimi due anni il settore aveva dovuto affrontare un forte aumento dei prezzi di energia elettrica e gasolio (+59% e +23% rispettivamente nel 2022), nell’anno in corso i costi di carburante ed energia elettrica si sono ridotti (rispettivamente -1,6% e -14%), mantenendosi comunque su livelli più elevati rispetto al 2021. Il forte rialzo del costo del denaro (+163%) determina un incremento dei costi di mantenimento a scorta e la necessità di una maggiore prudenza nell’elaborazione degli investimenti. Prosegue pure la crescita dei costi per i canoni di locazione (+4,8%) e per gli adeguamenti previsti dal CCNL (+1,4%). La mancanza di manodopera ha però portato aumenti del costo del lavoro superiori agli adeguamenti previsti dal CCNL. Nel 2021, ad esempio, a fronte di un adeguamento previsto dal contratto collettivo di +1,5%, gli operatori logistici “top player” hanno registrato un aumento medio del costo per addetto del +5,3% e anche le stime per gli anni successivi prevedono adeguamenti superiori. Il “Transport Index” – l’indice elaborato dall’Osservatorio per monitorare l’andamento mensile del mercato, differenziando per modalità di acquisto (Contract, ovvero contratti di lungo periodo, e Spot, di breve) – evidenzia per l’ambito Contract un incremento del costo di trasporto. Fatto 100 il dato di gennaio 2022, la crescita quasi ininterrotta ha portato a un picco tra dicembre 2022 e gennaio 2023 (109,3 per l’indice relativo al mercato Contract e 112,5 per il mercato Spot), poi i prezzi hanno mantenuto una sostanziale stabilità, con valori tuttavia significativamente superiori a quelli di inizio 2022. Secondo Tommaso Magistrali, responsabile vendite per l’Europa Ovest di Timocom, nel corso del 2023 la domanda di trasporti spot è tornata al livello pre-pandemia, mentre per i contratti a lungo periodo si registra nell’ultimo quadrimestre di quest’anno un’intensa attività sul lato offerta. Di fronte alle criticità degli ultimi anni, le aziende hanno cercato di rispondere con scelte di livello tattico e strategico. L’Osservatorio ha identificato 6 strategie che ridefiniscono i “confini” della logistica in termini di ambito, attività, KPI (indicatore chiave di prestazione, ovvero l’indice dell’andamento di un processo aziendale) e oggetto. Le aziende stanno lavorando sulla riconfigurazione della logistica e sulla digitalizzazione dei processi e dei documenti associati, con alta attenzione al patrimonio informativo e all’introduzione di processi di Big Data Analytics. Un altro ambito di intervento è quello relativo alla transizione green, in primis la riduzione della impronta carbonica, con un passaggio dal possesso all’utilizzo. Centrali diventano infine i concetti di logistica smart, logistica sostenibile e logistica circolare.Nel mondo logistico – conclude il rapporto – si osserva un continuo sviluppo di nuove tecnologie e applicazioni 4.0, con forte attenzione alla sostenibilità sociale, che si accompagna a quelle economica e ambientale nello sviluppo delle tecnologie e nella loro adozione. Un numero sempre maggiore di aziende in futuro adotterà un approccio di design di processo human-centric (focalizzato sulla persona) nell’introduzione di tecnologie di logistica 4.0, valutando l’impatto sociale delle soluzioni da adottare e, in alcuni casi, nella progettazione delle soluzioni stesse. Nelle tecnologie digitali per il trasporto, ad esempio, emergono soluzioni innovative per la pianificazione, con obiettivi di efficienza e sociali, curando le preferenze e le condizioni di lavoro degli autisti. Ci sono soluzioni per il monitoraggio delle attività e l’organizzazione del lavoro: device di ultima generazione permettono di segnalare e correggere dinamiche e movimenti che possono gravare sulla salute e la sicurezza delle persone. Sono state poi sviluppate numerose piattaforme per autisti, ad esempio per verificare la disponibilità e il livello di qualità delle aree di sosta. Stanno infine emergendo soluzioni per consentire il remote working, non solo per il personale di ufficio. «Dall’aumento dei costi alla necessità di un approccio di business più sostenibile, dall’omnicanalità allo sviluppo dei mercati internazionali, fino ai nuovi equilibri delle filiere e lo shortage di persone e competenze, le aziende della logistica hanno di fronte molteplici sfide che richiedono profonde trasformazioni e importanti investimenti “ha affermato durante il convegno Marco Melacini, direttore scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics”. Per rispondere, servono strategie chiare delle aziende committenti e dei fornitori di servizi logistici, con una direzione comune: migliorare l’attrattività delle aziende e del settore». «Il settore deve incrementare la sua attrattività con un approccio di sistema, che metta al centro la persona ” ha spiegato Damiano Frosi, direttore dell’Osservatorio Contract Logistics” per affrontare la scarsità di manodopera, è necessario far comprendere quanto la logistica sia strategica per il Paese, investire sull’innovazione tecnologica e digitale, puntare l’attenzione verso il lavoratore in termini di salario, premi di produttività e work-life balance . È necessario rafforzare la presenza femminile ” ha concluso Frosi”l’integrazione di persone di nazionalità e culture diverse e puntare sulla qualità del luogo di lavoro e sul tema della competizione leale».
Transizione: Federautochiede
ROMA – «A pochi giorni dalla seduta decisiva del Parlamento europeo che dovrà decidere sugli standard e i tempi per la transizione green di camion e autobus, in vista del “Trilogo” finale, è determinante per la sostenibilità ambientale, economica e sociale della filiera che prevalgano le opzioni e gli emendamenti più pragmatici in difesa della neutralità tecnologica facendo giungere l’Assemblea plenaria ad un voto più ragionevole». Lo ha dichiarato Massimo Artusi, vicepresidente di Federauto con delega ai Truck&Van e componente del Board dell’associazione dei dealer europei AECDR, in merito ai lavori di preparazione dell’Assemblea plenaria del Parlamento europeo del prossimo 21 novembre. «È vitale per il nostro settore», ha aggiunto Artusi, «che le proposte più equilibrate per una transizione graduale e davvero efficace per gli obiettivi di decarbonizzazione del sistema siano avanzate con convinzione in seduta plenaria – che costituisce l’istituzione che meglio rappresenta la volontà democratica degli elettori europei. Si tratta di formalizzare i pareri già approvati dalle Commissioni parlamentari Trasporti e Industria, che si erano già pronunciate in favore di soluzioni meno ideologiche e più realistiche, superando le pregiudiziali successivamente imposte dalla Commissione parlamentare ambiente».«Proprio di fronte alla contraddittorietà degli orientamenti manifestata dalle diverse Commissioni del Parlamento europeo» – ha proseguito il vicepresidente di Federauto – «riteniamo fondamentale che l’Assemblea venga messa in condizione di rivedere sia i tempi e gli standard irrealistici della proposta messa in discussione, sia l’individuazione delle soluzioni tecnologiche in grado di consentire la decarbonizzazione del settore, anche attraverso l’impiego – con l’introduzione di un adeguato fattore di correzione del carbonio (CCF) – di alimentazioni diverse dalla trazione elettrica, a cominciare dai biocarburanti e dai carburanti rinnovabili, che sono già oggi ad impronta di carbonio pari a zero, e quindi, coniugano le esigenze di abbattimento della CO2 con le dinamiche del mercato». Sarebbe questo un contributo fondamentale e immediato a salvaguardia dell’ambiente» – ha concluso Artusi – «soprattutto in attesa che la transizione verso l’elettrificazione riesca a depurare dal suo ciclo di vita tutti i climalteranti attualmente scaricati nell’atmosfera dall’estrazione delle materie prime e dalla loro lavorazione, dalle produzioni di energia elettrica – a tutt’oggi prevalentemente di fonte fossile – e dallo smaltimento delle pesantissime batterie necessarie ad alimentarne i motori».
Fonte: FEDERAUTO